inseguimento di me e di... (dura da sempre)

Eccomi

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mercoledì, 25 novembre 2009

E' bastato fare un po' di strada a piedi per allontanare le malinconie: al sole e, al ritorno, col sole proprio in faccia, alle quattro del pomeriggio già basso.

Mi piace avere una meta quando cammino o viaggio, anche uno scopo; mi sembra di non sprecare tempo: deve essere legato al mio senso del dovere.

I viaggi che mi sono goduto di più: in Danimarca, all'estrema sua punta nord, Skagen, nella graziosa cittadina di Frederikshavn, alla ricerca della tomba militare del mitico zio A***, il più piccolo dei sei fratelli di mia madre, marconista sugli idrovolanti precipitato in quel posto lontano; quando accompagnai mio padre, malato di cuore, da un luminare a Bergamo e, c'era anche mia madre, li portai sul lago, vicino Como, e offrii loro una cena; a Recanati, per le diverse edizioni del concorso pianistico alle quali partecipava mio figlio, era sempre un duplice scopo per via dell'amato Leopardi; o anche semplicemente da Sulmona a L'Aquila come comandante della squadra che doveva portare queste quattro benedette jeep nuove nuove che non si sa per quale motivo l'avevano scese da noi e lì lo scopo era riuscire a distruggere i motori in quei pochi chilometri: ce la mettemmo tutta e quasi ci riuscimmo; a Monaco per cercare il più bello sgabello per pianoforte a mio figlio; e potrei andare avanti ancora, ma era giusto così, per fare degli esempi.

Dovevo andare a fare dei pagamenti alla posta: ce n'è una piccolissima a Commercity, vicino alla nuova fiera di Roma, aperta fino alle sedici, dove generalmente si fa poca fila (ma non ci facciamo sentire) e allora dico “quasi quasi ci vado a piedi... così mi abbassa anche la glicemia...” (quanti scopi per una passeggiata...) e lo dico tra me e me perché sono solo.

Infilo il contapassi alla cintura e cammino: mi darà cinquecento metri in meno della distanza misurata con Google maps, ma l'ho calibrato su un ipotetico passo mio di cinquanta centimetri, forse sbagliato per difetto.

La soddisfazione è che al ritorno, davanti all'ingresso principale, incontro un mio ex-alunno, educato e simpatico, con tutta la sua banda di amichetti e amichette (in realtà non è un mio ex-alunno diretto, ma del mio ex-caro-amico L***ino) e mi fa: “come va professo'... tutto bene?”;

e io, gongolando: “sì sì... un po' accaldato...”, sventolo il mio cappelletto azzurro, tecnico e firmato, regalo di una mia ex-alunna: “sono arrivato a piedi alla posta, qui a Commercity...”;

'mazza professo'... bella camminata... hai capito...”; gli occhi mostrano uno stupore sincero e la ragazzetta bionda che non mi ha mai cagato prima di oggi, mi guarda con interesse reale; forse pensa, vedendo tutta la roba tecnica che c'ho addosso: “'mazza er vecchietto sportivo...”.

E va be'... so cose meschine... so regazzino... me piace metteme in mostra... e allora?

Però il magone è passato.

Postato da: spleahh a 19:25 | link | commenti

martedì, 24 novembre 2009

Quei giorni che mi sentivo molto amato e mi faceva sentire un gigante; scendevo come un barbaro su un posto, un paese, una città, ed ero il signore, il padrone.

Oggi sono moscio invece ed ho sonno: credo che andrò a dormire.

Postato da: spleahh a 21:23 | link | commenti (3)

sabato, 21 novembre 2009

E comunque fra un mese circa le giornate cominceranno, di nuovo, ad allungarsi.

Postato da: spleahh a 15:08 | link | commenti (1)

venerdì, 20 novembre 2009

Era un po' che non sognavo; stanotte, invece, complice, forse, l'abbuffata di cose buone a casa della cara amica col nipotino più simpatico del mondo, ho fatto ben tre sogni distinti.

Del primo ricordo solo il probabile protagonista: L***ino... proprio lui... col suo cappottino da gerarchetto fascista; ora è strano che lo sogni, e che, nel sogno, non m'incazzi a vederlo, dopo che mi ha fatto alzare la pressione a quella maniera e che l'ho trattato da pezzo di merda qual è: invece era benigno lui e calmo io... forse perché da quando me lo son tolto di torno ho la sensazione di aver vinto un terno al lotto; ma non è così semplice, perché, comunque, lui ha significato qualcosa nei miei ultimi vent'anni, anche se è realmente fastidioso e invadente.

Il secondo sogno riguarda una persona a me molto cara, che ogni tanto nomino anche nel blog: il mio adorato nipote (una personcina squisita fin da piccolissimo, essendo un bimbo che non rompeva i coglioni).

Adesso è a Udine a inseguire l'arte e la vita, insieme a una fanciulla meravigliosa, ma questa notte stava per sposarsi...

Proprio all'approssimarsi del “sì”, di fronte a tutti i parenti, gli amici e il prete, clamorosamente ci ripensa: madonna... il prete, l'ipocrita infingardo, cambia il tono della predica e dice “sì... è giusto che questo ragazzo, sopraffatto dai dubbi e incerto per il futuro, manifesti onestamente la sua perplessità...” e così via,come solo i preti sanno; ma, appena si volta verso l'altare dice, rosso di rabbia: “bastardo...”, sibilandolo con cattiveria; io me ne accorgo e vedo i parenti di lei, prima immobili per lo stupore, cominciare a guardarsi e a dimenarsi sulle sedie...

Allora lo apostrofo: “A***, senti... qui è meglio che ci diamo... e pure in fretta... questi hanno brutte intenzioni... dai, dai! 'ndiamo!” e, alla fine, fugone alla Ridolini...

Strano che faccia un sogno così, quando, in realtà, già sta vivendo con una cara ragazza e io sono felicissimo di questo.

Ma il terzo è quello che mi piace di più: ho sognato Daniela insieme a sua madre.

Lei era adulta, bellissima e lontana, come sempre; la mamma, la Signora R***, segaligna, essenziale e frenetica.

Come un osservatore disinteressato, mi trovo a sottolineare, nel sogno, le somiglianze fisiche tra le due donne, cercando di esaltare gli aspetti positivi.

L'interlocutore, però, è, inaspettatamente, mia moglie, che afferma: “...brutte sono brutte tutte e due... ma vedere qualcosa di buono nella Signora R***... beh... solo tu...”


Felice, comunque, al risveglio, di averla sognata.

Postato da: spleahh a 23:22 | link | commenti

mercoledì, 18 novembre 2009
79

Ho visto morire

le api incerte

sul davanzale:


questo Novembre sembra

una primavera sfacciata.


Non fa bene

alle piante, agli uomini,

agli slanci inopportuni

del cuore.


Che sia il freddo.

Postato da: spleahh a 11:57 | link | commenti (2)

martedì, 17 novembre 2009

Mia madre faceva felice mio padre e mia moglie fa felice mio figlio.
Ma a me quando tocca?

Sarà per questo che cucino quantità industriali delle ricette preferite della cucina di mia madre.
Oggi riso e verza e trippa alla romana... così, data l'età, giusto per star leggeri...

(smilediabolmasoch)

Postato da: spleahh a 15:17 | link | commenti

Il cuore è un gigante

in mezzo al petto

e il diaframma corre veloce

per i capelli chiari

e l'intelligenza cordiale

di un'Ingrid Bergman giovane

Postato da: spleahh a 15:06 | link | commenti

lunedì, 16 novembre 2009

Un evento.
Questo gatto che finora ha fatto le fusa solo la mattina, per chiedere da mangiare, adesso, nel lettone, in mezzo a Rosanna e a Luca che l'accarezzano le sta facendo, la prima volta, per affetto, per piacere.

Postato da: spleahh a 00:15 | link | commenti (1)

domenica, 15 novembre 2009

Questa volta abbiamo passeggiato sull'argine meridionale del Tevere, partendo da Capo Due Rami, da dove il fiume si divide per formare l'Isola Sacra: sempre noi due, mia moglie ed io.

Abbiamo preso questa decisione ieri sera, insieme con i cari amici che erano venuti a cena e ai quali avevamo raccontato la nostra esperienza sull'argine settentrionale, lamentandoci che fosse percorribile solo da sotto.

Ma guarda che se lo prendi da Ostia Antica, si può percorrere da sopra e arriva proprio davanti casa tua... dall'altra parte naturalmente...”

Infatti io vedo Dragona dal mio balcone... pensare che è tanto vicina, ma se ci voglio andare in macchina devo fare un giro della madonna...”

...e già... finché non faranno dei ponti... certo è un'indecenza che due centri così popolosi e vicini a Roma... boh... come se fossero isolati: il ponte della Magliana, quello di via Della Scafa e il 2 Giugno... è da terzo mondo...”

sentite... vogliamo andarci domani?”

Così si era mezzo deciso.

Stamattina però un amico aveva mal di gola e un'altra, presa dal nipote, il bambino più simpatico del mondo.

Così Rosanna ed io, che ci eravamo comunque alzati non troppo tardi, siamo andati ugualmente.

Il paesaggio e il verde fluviale, soprattutto se vicino al mare, è uno spettacolo, anche a metà novembre.

Ancora margherite nei prati, fiori di malva e bocca di leone... come se fosse primavera; cicorioni, funghi sospetti e soffioni; finocchiella, ortiche e cespugli di more; canneti e alberi dalle foglie d'argento, nuvole a diverse altezze e aerei in arrivo e partenza: ho fotografato quel che ho potuto con il cellulare, pentendomi di non aver portato la Sony.

Appena un po' di vento che ci ha fatto mangiare volentieri i panini da me preparati con il pane casareccio portato l'altro giorno da mio cognato; il sole si faceva sentire con meno discrezione quando usciva fuori, e lo sa la mia pelle sensibile che ora scotta come se avessi la febbre.

Finalmente, arrivati davanti al complesso dove abitiamo, a portata di mano per così dire, abbiamo sospirato per la mancanza di un ponte: anche pedonale...

Postato da: spleahh a 19:31 | link | commenti

sabato, 14 novembre 2009

Non per dichiararmi d'accordo o no con gchick, una blogger che mi onora dei suoi commenti, ma prendo spunto proprio da uno dei suoi in cui afferma di non amare la T9.

Come dire che non si ama la stilografica o la penna a sfera o la tastiera del PC...

Se vogliamo, e come una forma d'arte, possiamo usare la penna d'oca o il pennino bagnato nell'inchiostro, o intenerirci con una vecchia olivetti 32, ma, credo, per tutti i giorni usiamo quello che è più comodo.

Ora, al di là delle aberrazioni di chi usa abbreviazioni che fanno arricciare la pelle, mandare sms è un sistema comodo e veloce per comunicare: perché non la T9 che ci completa le parole e ci fa risparmiare tempo?

Figurarsi... io metto anche una pignola punteggiatura nei miei sms, ma viva tutto quello che può rendere il messaggio più snello.

A volte non riesco a stare dietro ai miei pensieri, quando scrivo, e mi capita di perdere il filo...

Magari inventassero un sistema per scrivere istantaneamente quello che penso... vi affogherei con i miei post...
(smilepestifero)

Postato da: spleahh a 15:24 | link | commenti (11)