inseguimento di me e di... (dura da sempre)

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giovedì, 03 luglio 2008
Il manuale...

il manualeC'era proprio di tutto per me, che sognavo la rivoluzione e avevo paura di farla... da come costruire una molotov a come arrangiarsi uno sballo con ingredienti casalinghi, ma anche come portare la rivoluzione in carcere o come valutare le droghe del sistema...
Veniva la febbre a leggerlo e i sensi di colpa a "non fare".
Lo trovai su una bancarella a Piazza Navona, insieme alle collanine di pietre e cuoio...
Era il gennaio del 1972.

Me ne vado una settimana ad Ischia, a cercare di dormire un po', di scrivere anche; a "passare le acque" forse...

A dopo...

Postato da: spleahh a 22:57 | link | commenti

martedì, 01 luglio 2008
noi...

noi...Mi rendo conto, ora che l'ho postata, che le parole nel rettangolo, sotto il titolo, non si leggono chiaramente.

Le riporto, qui sotto, per i lettori affezionati...

ORGANO MENSILE DELLA FRAZIONE STUDENTESCA DEL
PARTITO COMUNISTA RIVOLUZIONARIO (TROTSKISTA) SEZIONE ITALIANA DELLA IV INTERNAZIONALE (POSADISTA)

praticamente
una persona...

Tragica grandezza della capacità di differenziazione della sinistra di tutti i tempi...

Postato da: spleahh a 23:55 | link | commenti (1)

domenica, 29 giugno 2008
Gli altri

gli altriConservato con cura anche questo: distribuito a Via Nazionale da un gruppo di destra molto aggressivo.
Non ebbi il coraggio di rifiutarlo; così lo mantengo a memoria della mia vigliaccheria.





Sognato un mitico mio padre spaccalegna che veniva amato da folle di giovani.

Postato da: spleahh a 02:07 | link | commenti (6)

venerdì, 27 giugno 2008

A proposito di  irraggiungibilità (tà tà)... le donne non sono irraggiungibili.
Ho imparato con il tempo che tutte le donne vogliono essere raggiunte.
" le donne ci sono... basta coglierle..."; diceva Alfredo con grande lungimiranza, quando era ancora un pischello... (ma ci vollero anni e anni di sano autoerotismo prima di dar seguito con qualche risultato a questa massima di grande poesia).
Questo lo dico soprattutto per i lettori più giovani, quelli che disperano di poter mai cogliere.

Una sola eccezione: le donne che si chiamano Daniela.

Scientificamente testato su un campione di due uomini (flyhalf ed io) con una percentuale, punteggio, score, casistica del 100%.

Postato da: spleahh a 01:16 | link | commenti (2)

giovedì, 26 giugno 2008

lOgni promessa è un debito.

Ho ri-ritrovato l'urto e la fisarmonichetta della protesta...
Ho trovato anche altre chicche dei caldi anni settanta: se gliela faccio li posto ora, altrimenti domani o dopodomani o bla bla bla...

la nato non è un fiorefuori l made in greece

Postato da: spleahh a 01:03 | link | commenti

mercoledì, 25 giugno 2008

Ho sognato T*** M***, il mio amico più vecchio di me esattamente di dieci anni: quello che non riesco a raggiungere al telefono da un po' di tempo e mi dà preoccupazioni per la sua salute e per le sue faccende economiche e sentimentali; che è un po' come un riflesso mio tra dieci anni; è questo che mi preoccupa: presagire per me una condizione simile tra dieci anni; ancora a combattere con cuore, soldi e sofferenze.
Provo sempre più di rado a chiamarlo al cellulare che mi risponde sempre allo stesso modo “...è spento o irraggiungibile...” : ci si abitua a tutto, anche alla irraggiungibilità (tà tà).

Comunque l'ho sognato.
Era tutto sussiegoso, come solo lui sa esserlo in certi momenti; era venuto con M*** P***, la sua ultima seria convivente, così vicina ad una moglie che non gliel'ha fatta più a reggerla: una donna magnifica, una vera signora.
Ci eravamo incontrati in un luogo indeterminato dei sogni, dove era arrivato con una Jaguar vecchia maniera, tutta radica e cuoio; niente di particolare per lui che, ai suoi bei tempi patrimoniali, si poteva permettere quasi tutto e partiva all'improvviso per una crociera con qualche innamoramento occasionale.
Però questa Jaguar aveva un particolare: invece che a benzina, andava a minestrone...

A minestrone di verdura e fagioli.

Ma più strano ancora, e per me estremamente irritante, era che non mi spiegava niente e che aspettava che qualcuno rifornisse il serbatoio con la scodella fumante: non si smuoveva per niente, né a spiegarmi né a fare, con quell'aria altezzosa che rasentava la stupidità: e, insieme a lui, avevano il medesimo atteggiamento mio figlio e Rosanna...
Era chiaro che tutti si aspettavano che mi muovessi io.
Allora prendo la scodella e assaggio il minestrone... Buono!
M*** P***, che nella realtà non gliene ha mai mandata buona una, lo sosteneva...
Questo era troppo...
E così mi sono svegliato.

La mia Jaguar per un minestrone...

Postato da: spleahh a 23:21 | link | commenti

lunedì, 23 giugno 2008

Pronto...”
Ciao... come stai?”
Bene.”
...è bellissimo che uno di noi stia bene: non 'così e così' o 'benino'... sono contento... veramente...”
Ho una bella notizia”

Lo capisco subito a cosa si riferisce, ma non faccio in tempo a dirlo che:
Ho trovato casa.”
...ma è bellissimo... sono contento... veramente...”
E' carina... piccola, al primo piano... in questa via centrale... così vicina alla scuola di mia figlia e al lavoro mio... devi venirla a vedere...”
...certo... appena posso... sono contento... ma, casa tua?”
...ho deciso di affittarla... così mi copro le spese... ho fatto tutti i conti e ci rientro... non ci voglio guadagnare... basta che ci copro le spese...”
...ma sei incredibile... casa tua vale più di quello che chiedi... la puoi affittare anche come casa per le vacanze... figurati... in quel quartiere... con tutto quel verde, ben collegato al centro di Roma... anche la metropolitana... sei unica... non ti dico che devi speculare... ma insomma...”
Lo sai... sono così... il mio scopo non è fare i soldi, ma star bene e far star bene anche gli altri... lo sai...”

Immagino il suo sorriso e sento la sua decisione forte: è vero... è così... generosa, giusta, intelligente e istintiva...
Comunque mi devo sbrigare a trovare qualcuno... altrimenti ci rimetto... conosci qualcuno?”
...ma figurati... lo trovi subito un inquilino... anche se ti ripeto: è meglio come casa vacanze...”
Lo so... ci ho anche pensato... ma bisogna mettere la cosa in mano ad un'agenzia...”
Senti... mi verrà in mente qualcosa... magari ci faccio un post...”

Sorridiamo tutte e due... e lo capiamo anche se stiamo al telefono.

Beh... se qualcuno ne vuol sapere di più, può mandarmi una mail o un pvt, qui sul blog...


Postato da: spleahh a 13:44 | link | commenti

mercoledì, 18 giugno 2008

Trovato un taccuino con un'altra puntigliosa cronaca di una mia sbornia.
Dovevo avere circa diciassette anni ed ero ospite nell'appartamento di un dottore in chimica scapolo, fuori in vacanza in quei giorni: aveva un bar discretamente fornito e diverse riviste erotiche.
Nella mia furia di diciassettenne detti fondo a tutto...


Gin abbondante
Liquore P.P. Trappisti
Amaro Tonico
Grappa fatta in casa !!!cazzo molto abbondante
Old Brandy Cavallino rosso
Acquavite di moscato
ecc. ecc.
Si consiglia di allungare con Martini Bianco.

Dopo due cocktail kamikaze mi accingo a prenderne un altro. Ho brindato prima a Alfredo e poi a Tiz e poi sempre a Daniela. Sto leggendo un libro di fantascienza che parla del “Tempo”. Ho brindato a Dany. Per tre volte
Sto ascoltando “S. Francisco”, no quella vecchia.
Ora ne prendo un altro
E' tutto Forte.
Sono ubriaco e sono quasi felice.
Mi sono tirato una pippa.
Forte! Ho preparato il IV. Vediamo come finisce (ore: 12,35)
Sono Sbronzo
IV metà
- - - - - - - - -

Sono ancora attaccato: capisci?
Leggo ancora e capisco sento “S. Francisco”
Auguri (A me).

Vediamo come Finisce (ore: 1-(5).)>

Vedo “Doppio” ore: I

Sento ancora S. Francisco
Sto alla Fine del IV.

Alla salute di Daniela. Fumo e sento e leggo ancora
(Testimonianza: e sputo ancora sughero; (ché mi si è rotto il Tappo.). Resisto.

Ciao Alfredo e Tiz. E Daniela Ti Amo.
Vedo Doppio.

No mai (parole non chiare). Uomo Nuovo (libro di Fantascienza [Testim.] ore 1,5) Resisto: (Finisce disco)
([(amo Daniela] Cazzo])
Finito disco: rimetto disco
Resisto: Sopravvivenza.

Ha perduto (?) la Cina.
Tutto questo è libro (ore I,10).

Sono sobrissimo” ed è che “sono sobrissimo” è “l'uomo” ed anche “non sobrio”

Voglio resistere

Vediamo

Lillo: Dani. Ti amo.

Piscio

Scena.

no.

Continua>

V

(La mia tradizione classica. (ore: I,15)

Via. Ti Amo.

Resisto. Ho gli occhiali.

Spazio è.

Fine dello “Spazio” e “del Tempo”.

((Paura. Ore(: I,15)
Sol meta)
(parole non chiare)

Continua,
Vai.

Parole non chiare

Tutto.

Parole non chiare

parole non chiare

?

Distanza (parole non chiare)



Ore 8,30 (?) Svegliato vestito tutto incioccato (che casino) mi rimetto a letto

Trovato Tutto per terra (Ancora sbronzo) 8,40
Tutto sangue (sulle mani e sui muri e sul mento) e disco levato (?) e giradischi acceso.
Brutto!!

Tutto acceso.

(Vado a cacare)

Ore 9,15

VI

Dani Ti amo >

non sono poi tanto sbornio.
Comunque meno di ieri.

Ore 10 meno 20

Sento ancora S. Francisco.

(Bello!!!) Ubriaco.

Ho finito di fumare l'ultima sigaretta.
Fatta con cicche e Fogli del presente Blocchetto

Vai.

Spero di andare a vomitare e a dormire. Vai.

No. Niente.

Speriamo che si legga.


Daniela.

Spero ancora

rozzo disegno di due speroni a stella (Speroni)

Non (Peroni)
Che non c'entrano un (Cazzo)

Ho pulito il possibile.

Spero Tutti.

Spero. Speriamo

Dai Vai

Sento ancora S. Francisco.

Sento Tutto.

(Lillo)


Forchetta per mescolare Gin-Grappa-Genzianella.

Bene.

Non sono poi del tutto sbronzo
Vorrei sapere chi mi ha portato a letto ieri sera.

HO VOMITATO

Evviva Ragazzi


(Domenica: ore 2)

Ho vomitato
Tutto

E ho anche cacato.

Ho vomitato e cacato 4 o 5 volte (mi sono rotto i coglioni: ora basta). E' brutto.



Ho cercato di riprodurre i segni grafici e l'andamento del testo.
Ero caduto lungo per terra, alla fine, procurandomi quella cicatrice sotto il mento, di cui non vado glorioso e non ho mai spacciato per altro.
Prendevo già gli psicofarmaci e sono meravigliato della resistenza.
Me ne andai avanti così fino a ventun anni, quando decisi di legarmi, in modo più o meno permanente, a Rosanna: lei mi aiutò a liberarmi di alcol e farmaci; ma ricaddi molte volte, soprattutto nel bere.
Quando nacque mio figlio, avevo trentacinque anni, smisi del tutto di ubriacarmi: sono venticinque anni che non prendo una bella o brutta sbornia.
Credo che i danni siano, comunque, permanenti: anzi, mi stupisco che non siano così gravi.

Postato da: spleahh a 22:24 | link | commenti (4)

lunedì, 16 giugno 2008

Ho fatto un sogno erotico bellissimo.

Certamente più giovane, andavo dal dentista, una dentista, un dentista donna insomma.
Un pezzo di fica, roscia di capelli, il viso lungo e le gambe che non finiscono mai (un po' come la psicologa di Ricomincio da tre).
Mi innamoro a prima vista.
Lei mi ignora.
Mi dà un modello per l'anamnesi che compilo furbescamente.
Lei mi ignora.
Poi parliamo, lei professionalmente, io in modo obliquo.
Lei mi ignora.
Quando ci avviciniamo, la guardo e cominciamo a baciarci; l'abbraccio forte, la stringo e spingo spingo il mio cazzo dritto sul suo camice e spingo e la bacio.
Lei dice: “devo fermarti...”, ma sorride.
Io: “...ma dai... perché...
Lei: “...lo sai quando mi sono innamorata di te?
Io: “...
Lei: “...quando ho letto l'anamnesi...
La stringo ancora e l'abbraccio e la bacio e non resisto più.

Credo di aver emesso gemiti: allora mia moglie (nella realtà, nella vita, in questa merda di vita reale) mi spinge con i piedi e mi sveglia.
Io, lamentoso: “...ma perché mi hai svegliato...
Mia moglie: “...voglio dormire...
Io: “...ma io dormivo... e sognavo di scoparmi una dentista fichissima...
Lei: “...dai... stai zitto... voglio dormire...
Io: “...cazzo cazzo cazzo...”


Mi è capitato di avere delle erezioni mentre dentisti donne o assistenti donne di dentisti si occupavano della mia bocca, soprattutto quando ti avvolgono tutto per la pulizia e spingono con le zinne e le cosce.


Postato da: spleahh a 22:22 | link | commenti (1)

mercoledì, 11 giugno 2008

Alla fine ci sposammo, sebbene io non avessi un posto fisso: in realtà, come ho già detto da qualche altra parte, facevo il piazzista porta a porta; Rosanna aveva il suo impiego, ma aveva preferito andare a lavorare trenta chilometri lontano da casa, pur avendo la possibilità di stare con la madre, nello stesso presidio sanitario, a cinquecento metri dalla casa paterna: facevamo le nostre piccole scelte, non so quanto coraggiose, ma certamente scomode.

Come fu certamente provocatoria la scelta di scrivere “rappresentante”, invece che “dottore” o “professore”, alla voce professione delle pubblicazioni matrimoniali: ora, bisogna sapere che io conobbi Rosanna, e me ne innamorai perdutamente, perché frequentavo la casa di mio zio, direttore militare dello stabilimento chimico, il Signor Colonnello, una delle autorità del paese, come pure erano cittadini illustri mio suocero, segretario della DC locale, e mia suocera, l'amata e generosa ostetrica, l'unica delle sua categoria che non si sia arricchita, anzi pronta ad accorrere, in ogni momento e in ogni dove, sulla sua lambretta, discussa e mitica; oltretutto, io ero stato anche sottotenente per il periodo di leva (N.H. come scrivevano sugli inviti alle feste del reggimento...), e già era stata una decisione coraggiosa, e molto discussa, quella di non raffermarmi e di finire di laurearmi, senza prospettive certe nella vita civile: è normale che i miei futuri suoceri (tra i primi ad avere un'automobile, una incredibile '600 che consumava più acqua che benzina), come tutti i benpensanti del paesello, pensassero che le cose sarebbero dovute andare in maniera diversa...

...per esempio che io continuassi la vita militare, brigando magari per avere un trasferimento il più vicino possibile alla mia dolce futura sposa, e che tutte e due, in attesa di costruire una graziosa villetta sulle colline intorno, andassimo ad abitare nella accogliente casa dei suoi genitori, vicinissimi al presidio sanitario dove lei avrebbe dovuto accettare di andare a lavorare, in previsione di una gravidanza immediata, salvaguardata dalla professionale vicinanza della madre...
...oppure che io, una volta laureato, accettassi di buttarmi in politica, dando lustro al capoluogo con la mia attività, e andassi ad abitare in un appartamento signorile, nell'attesa di terminare una graziosa villetta nella campagna intorno Frosinone, magari in direzione del paese di mia moglie, così la domenica avremmo fatto prima ad arrivare a pranzo...

Le cose non andarono come sognavano i benpensanti.

Spinto a sposarmi dalle precarie condizioni di salute di mio suocero, “...dategliela questa soddisfazione... sarà più tranquillo se vede la figlia sistemata...”, ripeteva mia suocera, un giorno calai su Frosinone e trovai quell'appartamentino, due camere e cucina, nella zona popolare, al quinto piano senza ascensore, con problemi di approvvigionamento idrico e senza telefono, dove ho trascorso i tre anni più belli del mio matrimonio... dal mio punto di vista.

Così, per far capire a tutti la situazione, scrissi rappresentante sul documento comunale.

Rifiutai le proposte del partito socialdemocratico (i peggiori in assoluto), rifiutai di iscrivermi al partito socialista che mi avrebbe assicurato la cattedra di italiano nei corsi per casalinghe (molti insegnanti sono entrati in ruolo così) e feci regolari domande di incarico e supplenza al provveditorato di Frosinone, dove, per quell'anno scolastico 1974-75, non ebbi nemmeno un giorno di convocazione.

Così continuai ad andare per le campagne ciociare, vendendo biancheria su catalogo e vivendo gustose situazioni con future tenere spose, mamme diffidenti e nonnette sorde.

L'anno dopo feci domanda di incarico e supplenza a Roma: su una dritta di un compaesano di mia suocera, incontrato per caso a Terracina e impiegato al provveditorato, chiesi le scuole che avevano, nel loro organico, le cattedre di libere attività, qualcosa di simile agli attuali laboratori (alla fine i suoi genitori riuscirono ad aiutarmi in qualche modo), ed ebbi nomine più o meno lunghe in una incredibile scuola di frontiera alla Borgata Fidene, per raggiungere la quale stavo l'intera giornata su corriere e mezzi pubblici, alimentando la mia alienazione e storie inverosimili di palpeggiamento con decine di magnifiche pendolari di tutte le età.

Non potevamo permetterci un figlio, con grande dolore di mio suocero, che, però, sopravvisse sia ai miei rifiuti di carriera politica, sia alle dichiarazioni lavorative sulle pubblicazioni, sia alla mancanza di un nipote.
Mia moglie seguiva le mie scelte con qualche riserva e, la sera, piangeva sul letto matrimoniale, adducendo sempre la stessa giustificazione: la preoccupazione per la salute del padre.
Io perdevo gradualmente le mie competenze universitarie e aumentavo ansie e fobie.

Mio suocero sopravvisse anche all'incidente di Rosanna che, venuta a prendermi alla fermata della corriera, si ritrovò per quasi un anno in ospedale, subendo cinque pesanti operazioni agli arti, e ricavando, alla fine, una ridotta capacità deambulatoria.
Avvenne dopo una magnifica vacanza sul lago Arvo, in una tenda su carrello che, aperta, era una vera reggia; mai, mia moglie, era stata così bella, lei che mi legò per la sua noncurante bellezza, e che, bella, lo è ancora ora: avevamo come vicini, in una tendina canadese, dei giovani dentisti di Catania che sbavavano letteralmente per lei, inconsapevole come sempre, e che mi facevano morire di gelosia.
Naturalmente a mio suocero non dicemmo tutta la verità, raccontandogli che era caduta per le scale e assecondando i suoi brontolii sulla distrazione della figlia.

Rosanna, già perplessa sulla bontà della vita, divenne più chiusa e indolente: le circostanze dell'incidente alimentarono i miei sensi di colpa.

Quando, poi, cambiammo casa e andammo a vivere in una villa in campagna, in una situazione apparentemente serena (io preparavo il concorso a cattedre e insegnavo relativamente vicino casa), venne anche il momento di avere un figlio: cosa che tenemmo nascosta a suo padre per non farlo agitare.
Ma mio suocero morì prima di vedere questo bambino, e non lo vide nessun altro: il rimpianto di non aver comunicato al padre la sua gravidanza e il dolore per la sua mancanza contribuirono a farglielo perdere.

Rosanna si indurì e cambiò; io andai in panico.

L'anno dopo nacque nostro figlio.

Quanto amore quanta miseria quanto dolore quanta stanchezza.



Postato da: spleahh a 15:45 | link | commenti (3)